mercoledì 29 luglio 2020

#diariodelgiorno 35 Restare in silenzio, di Pablo Neruda

Restare in silenzio

Ora conteremo fino a dodici
e tutti resteremo fermi.
Una volta tanto sulla faccia della terra
non parliamo in nessuna lingua;
fermiamoci un istante,
e non gesticoliamo tanto.
Che strano momento sarebbe
senza trambusto, senza motori;
tutti ci troveremmo assieme
in un'improvvisa stravaganza.
Nel mare freddo il pescatore
non attenterebbe alle balene
e l’uomo che raccoglie il sale
non guarderebbe le sue mani offese.
Coloro che preparano nuove guerre,
guerre coi gas, guerre col fuoco,
vittorie senza sopravvissuti,
indosserebbero vesti pulite
per camminare coi loro fratelli
nell’ombra, senza far nulla.
Ciò che desidero non va confuso
con una totale inattività.
È della vita che si tratta…
Se non fossimo così votati
a tenere la nostra vita in moto
e per una volta tanto non facessimo nulla,
forse un immenso silenzio interromperebbe la tristezza
di non riuscire mai a capirci
e di minacciarci con la morte.
Forse la terra ci può insegnare,
come quando tutto d’inverno sembra morto
e dopo si dimostra vivo.
Ora conterò fino a dodici
e voi starete zitti e io andrò via.
Pablo Neruda


lunedì 20 luglio 2020

#diariodelgiorno 34 Voce di silenzio sottile, di Martin Buber

Elia
il profeta che udì la “voce di un silenzio sottile”

Volevi piombare dall'alto come vento impetuoso
e mostrarti potente come lo è la tempesta,
volevi soffiare l'esistenza negli esistenti
e benedire anime umane, tenendo in mano il flagello,
volevi ammonire cuori stremati nel tuo vorticare rovente
e incitare quelli impietriti a prendere fuoco.
Tu mi hai cercato nei tuoi sentieri impetuosi
ma non mi hai trovato.

Volevi salire fino al cielo come lingua di fiamma
e far piazza pulita di tutti
di quanti non sapevano resistere al tuo furore,
forte come il sole, volevi aggredire mondi
con quell'improvvisa energia
capace di accendere il tuo giovane nulla.
Tu mi hai cercato nei tuoi abissi di fiamma
ma non mi hai trovato.

Poi il mio messaggero raggiunse il tuo orecchio
e lo mise a contatto del mio cuore pacato:
allora imparasti a sentire come seme dopo seme
inizia ad agitarsi,
e ogni sorta di tremolio - la crescita delle cose! -
ti avvolse come ridda di cerchi,
il sangue che sbatteva sul sangue,
e il silenzio
fu la parola che ti vinse,
quel silenzio eterno, pieno, dolce e materno.
Allora ti sporgesti su te stesso
e mi trovasti nel tuo cuore.

Martin Buber, Poesie


lunedì 13 luglio 2020

#diariodelgiorno 33 La tua mano, di Julio Cortazar



Guarda, non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
Io ho bisogno di questa porta che aprivi
perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto
di zucchero verde, di tonda allegria.
Non mi presti la mano questa notte
di fine d’anno, di civette rauche?
Tu per ragioni tecniche non puoi. Allora
io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo così la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.
Julio Cortázar



domenica 12 luglio 2020

#diariodelgiorno 32 Lascia andare, di Claudia Ferrer Lillo

Se non porta anche allegria nella tua vita, lascia andare.
Se non illumina il tuo mondo o ti sostiene nel ricostruirlo, lascia andare.
Se rimane ma non cresce, lascia andare.
Se ti dona sicurezza ma ti evita lo sforzo di guardarti, lascia andare.
Se non riconosce i tuoi talenti, lascia andare.
Se parla ma non fa, lascia andare.
Se impone il suo IO, lascia andare.
Se sono più le cose che vi separano che quelle che vi uniscono, lascia andare.
Se semplicemente non aggiunge niente alla tua vita, lascia andare.
Lascia andare.
Il rilascio sarà meno doloroso di rimanere aggrappati a ciò che non è.

Claudia Ferrer Lillo


sabato 11 luglio 2020

#diariodelgiorno 31 E se non ti basta, di Stefano Benni


In questo periodo trovo tante poesie d'amore, sui social e in blog, e forse è perché ora abbiamo più desiderio d'amore, ci siamo resi conto di ciò che importa più di tutto e dell'unico sentimento che può riempire e dar senso alla vita, al di là delle mille attività con cui tendiamo a riempire le nostre giornate e che ci anestetizzano e drogano a tal punto che non sappiamo più riconoscere e carpire l'essenziale. Perciò, troviamo qualcuno cui voler bene e che ci contraccambi, qualcuno che si prenda cura di noi, ci tratti con tenerezza e riguardo, qualcuno con cui ridere e da cui essere stimolati e cui possiamo aprire i nostri segreti. 

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l’universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l’incanto
di un tuo solo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d’estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
Stefano Benni

mercoledì 8 luglio 2020

#diariodelgiorno 29 Mi dichiaro colpevole, di Araceli Mariel Arreche

Mi dichiaro colpevole di fidarmi dell’altro
di sognare a voce alta
di cercare la poesia.
Mi dichiaro colpevole
di dire quello che sento
di scommettere sul sentire
di credere nel detto.
Mi dichiaro colpevole
di sentire che è possibile
piangere un’assenza
un incontro.
Mi dichiaro colpevole
di vivere un altro tempo
di fidarmi di un gesto
di insistere per la verità
Mi dichiaro colpevole
Si.
Mi dichiaro colpevole.
Non me ne pento
Araceli Mariel Arreche


lunedì 6 luglio 2020

#diariodelgiorno 27 Heart to heart, di Rita Dove

Heart to Heart

It’s neither red
nor sweet.
It doesn’t melt
or turn over,
break or harden,
so it can’t feel
pain,
yearning,
regret.
It doesn’t have 
a tip to spin on,
it isn’t even
shapely—
just a thick clutch
of muscle,
lopsided,
mute. Still,
I feel it inside
its cage sounding
a dull tattoo:
I want, I want—
but I can’t open it:
there’s no key.
I can’t wear it
on my sleeve,
or tell you from
the bottom of it
how I feel. Here,
it’s all yours, now—
but you’ll have
to take me,
too.

Rita Dove

domenica 5 luglio 2020

#diariodelgiorno 26 Tenerezza

La tenerezza è la materia di cui è intessuta la vita.



Essere teneri è essere potenti.
Rupi Kaur
Nessun incanto è pari alla tenerezza del cuore.
Jane Austen
Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana.
Vladimir Majakovskij
Le tre colonne in un rapporto sono l’amore, la sessualità e la tenerezza.
Silvano Agosti

“La tenerezza sta nella cucitura di anima e corpo. La tenerezza ferma il tempo, nasce da piccoli gesti, piccole attenzioni.”
Don Luigi Verdi


“La tenerezza è il mio sguardo stupito su ciò che mi dai,
 è il tuo sguardo ammirato su ciò che ti offro.
La tenerezza è anche la musica di una presenza
con il calore e le varie tonalità della propria voce.
La tenerezza è una parola o un silenzio che diviene offerta.
La tenerezza è un ascolto, un sorriso e talvolta un riso
 che spunta molto tempo dopo il ricordo.
La tenerezza non si manifesta molto a parole.
Essa si esprime soprattutto con i molteplici linguaggi del copro.
Si, la tenerezza può essere respiro. Osare respirare vicino all’altro, è già riceverlo.
La tenerezza è l’ascolto della differenza.”
Jaques Salomè



“Non abbiate paura della bontà e neanche della tenerezza.”
Papa Francesco



Son fatta di
sogni infranti
dettagli inosservati
amori irrisolti
Son fatta di
pianti senza ragione
persone nel cuore
atti impulsivi
Sento la mancanza di
luoghi che non ho conosciuto
esperienze che non ho vissuto
momenti che ho già dimenticato
Sono
amore e affetto costante,
distratta quanto basta
non mi fermo un istante
Già
ho avuto notti insonni
ho perso persone molto care
ho fatto cose non promesse
Molte volte
ho desistito senza tentare
ho pensato a volte di fuggire, per non affrontare
ho sorriso per trattenere il pianto
Sono dispiaciuta
per le cose non cambiate
le amicizie non coltivate
chi ho giudicato
ciò che ho detto
Ho nostalgia
delle persone che ho conosciuto
dei ricordi che ho dimenticato
ed altri che temo di dimenticare,
degli amici che ho perso
Ma continuo a vivere
e imparare.
Martha Medeiros

sabato 4 luglio 2020

#diariodelgiorno 25 Alda Merini

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.
Alda Merini




venerdì 3 luglio 2020

#diariodelgiorno 24 Io ringraziare desidero, di Mariangela Gualtieri





È un tempo di poesie, forse derivante dal ritorno in sé stessi cui la quarantena ha portato, forse dai nuovi, inaspettati doni che in questi giorni ricevo.




Oggi ho trovato Mariangela Gualtieri, che già conoscevo, ma che finora non mi aveva mai coinvolto così profondamente come in questa poesia, che sembra riecheggiare i segreti movimenti del cuore e le onde del pensiero, così semplicemente.


I video presentano versioni leggermente diverse della poesia, e non è forse anche questo un dono, che ad esempio in una di esse ci sia Hopkins?



Io ringraziare desidero (YouTube)


Io ringraziare desidero (Facebook watch)

Io ringraziare desidero (YouTube)




MARIANGELA GUALTIERI, 
Ringraziare desidero

In quest’ora della sera
da questo punto del mondo.
Ringraziare desidero il divino
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione,
che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto
e l’uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.
Ringraziare desidero per l’amore,
che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede.
Ringraziare desidero
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in noi,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo
per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
per le strisce della tigre,
per l’odore medicinale degli eucaliptus,
e la speranza, la fiducia, la lavanda.
Ringraziare desidero
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
per lo splendore del fuoco
che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.
Ringraziare desidero perché
sono tornate le lucciole,
le nuvole disegnano,
le albe spargono brillanti nei prati,
e per noi
per quando siamo ardenti e leggeri
per quando siamo allegri e grati.
Io ringraziare desidero per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
per la quiete della casa,
per i bambini che sono nostre divinità domestiche
per l’anima, perché consola il mio girovagare errante,
per il respiro che è un bene immenso,
per il fatto di avere una sorella.
Io ringraziare desidero
per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
per le facce del mondo che sono varie
per quando la notte si dorme abbracciati
per quando siamo attenti e innamorati,
fragili e confusi,
cercatori indecisi.
Ringrazio dunque
per i nostri maestri immensi
per tutti i baci d’amore,
e per l’amore che ci rende impavidi.
Per i nostri morti
che fanno della morte un luogo abitato,
e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
Per i figli,
col futuro negli occhi,
perchè su questa terra esiste la musica,
per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
per il silenzio che è la lezione più grande
per il sole, nostro antenato.
Ringraziare desidero
per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi,
che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini.
Ringraziare desidero
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la gran potenza d’antico amor
per amor che muove il sole e l’altre stelle
e muove tutto, in noi….
Da Mariangela Gualtieri, 
Le giovani parole 
Einaudi 2015








mercoledì 1 luglio 2020

#diariodelgiorno 23 Erri De Luca

Fai come il lanciatore di coltelli,
che tira intorno al corpo.
Scrivi di amore
senza nominarlo,
la precisione sta
nell’evitare.
Distràiti
dal vocabolo solenne,
già abbuffato,
punta al bordo, costeggia,
il lanciatore di coltelli
tocca da lontano,
l’errore è
di raggiungere il bersaglio,
la grazia è
di
mancarlo.
Erri De Luca


Adesso, di Mariangela Gualtieri

 Adesso è forse il tempo della cura. Dell’aver cura di noi, di dire noi. Un molto largo pronome in cui tenere insieme i vivi, tutti: quelli ...