lunedì 13 luglio 2020

#diariodelgiorno 33 La tua mano, di Julio Cortazar



Guarda, non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
Io ho bisogno di questa porta che aprivi
perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto
di zucchero verde, di tonda allegria.
Non mi presti la mano questa notte
di fine d’anno, di civette rauche?
Tu per ragioni tecniche non puoi. Allora
io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo così la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.
Julio Cortázar



Nessun commento:

Posta un commento

La nostalgia del mare, poesia anglosassone

Desiderio e mistero  I pensieri mi opprimono il cuore, mi spingono ad esplorare le profondità, il gioco delle onde aspre di sale, e il desid...