lunedì 12 maggio 2025

Esseri simbolici e relazionali




 ...un giorno, se avrai voglia, ti dirò quanto questa frase mi abbia ferito e a mio giudizio mostri un livello di aderenza al mero episodico dato di fatto, senza alcuna considerazione dell'elemento simbolico, personalista e relazionale che è l'aspetto essenziale della vita di noi esseri umani. 

Siamo esseri simbolici, relazionali, protesi al futuro tanto quanto siamo composti di carbonio. La struttura metafisica che ci caratterizza e il legame simbolico che ci unisce...

Non la cosa in sé, ma la relazione. Non il fatto nudo e crudo, ma ciò che comporta, coinvolge, tutto l'universo simbolico e spirituale che gli sta attorno: anche questo esiste, ed è parte essenziale, e dà il senso e decide il futuro molto più del nudo stendersi degli eventi.

sabato 19 aprile 2025

Fuoco

 Secondo te, chi è che nei corsi di survival o educazione indigeno primitiva accende prima il fuoco?....

Sono le donne. Più brave, meno brave, più vecchie o più giovani: lo accendiamo noi. Abbiamo un'intima, millenaria consuetudine col fuoco. Siamo sue figlie, e sue custodi. Sappiamo che è l'unica strada per proteggere i nostri cari, i nostri piccoli.

Ognuno di noi ha in sé i quattro elementi: aria nel respiro, entra in noi; acqua che beviamo e che espelliamo, con lacrime sudore pipì e sangue; terra che siamo, costituiti di tutti gli elementi essenziali alla vita, ma parte della struttura chimica del mondo; e il fuoco?

Il fuoco pensiamo di percepirlo solo quando siamo ammalati ("ho un'infiammazione") e invece è sempre dentro di noi, solo che di solito non ce ne accorgiamo, se non quando fa male.

Invece il fuoco c'è sempre.

C'è quando arrossiamo. C'è quando "bruciamo di desiderio". C'è quando siamo arrabbiati. C'è nel combattimento, è nella passione. C'è quando dobbiamo riscaldarci le mani. Quando massaggiamo il corpo dell'amato. Quando facciamo calore a noi e ai nostri figli dormendo. C'è nel grembo caldo che dà alla luce e protegge e coccola nel calore.

Siamo fuoco.





"Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!"


giovedì 29 luglio 2021

Adesso, di Mariangela Gualtieri





 Adesso è forse il tempo della cura.

Dell’aver cura di noi, di dire

noi. Un molto largo pronome

in cui tenere insieme i vivi,

tutti: quelli che hanno occhi, quelli

che hanno ali, quelli con le radici

e con le foglie, quelli dentro i mari,

e poi tutta l’acqua, averla cara, e l’aria

e più di tutto lei, la feconda,

la misteriosa terra. È lì che finiremo.

Ci impasteremo insieme a tutti quelli

che sono stati prima. Terra saremo.

Guarda lì dove dialoga col cielo

con che sapienza e cura cresce un bosco.

Si può pensare che forse c’è mancanza

di cura lì dove viene esclusa

l’energia femminile dell’umano.

Per quella energia sacrificata,

nella donna e nell’uomo, il mondo

forse s’è sgraziato, l’animale

che siamo s’è tolto un bene grande.

Chi siamo noi? Apriamo gli occhi.

Ogni millimetro di cosmo pare

centro del cosmo, tanto è ben fatto

tanto è prodigioso.


Chi siamo noi, ti chiedo, umane e

umani? Perché pensiamo d’essere

meglio di tutti gli altri? Senza api

o lombrichi la vita non si tiene

ma senza noi, adesso lo sappiamo,

tutto procede. Pensa la primavera scorsa,

son bastati tre mesi – il cielo, gli animali

nelle nostre città, la luce, tutto pareva

ridere di noi. Come liberato

dall’animale strano che siamo, arrivato

da poco, feroce come nessuno.

Teniamo prigionieri milioni e milioni

di viventi e li maltrattiamo.

Poi ce li mangiamo, poveri malati

che a volte non sanno stare in piedi

tanto li abbiamo tirati su deformi –

per un di più di petto, per più latte.

Chi siamo noi ti chiedo ancora.

Intelligenze, sì, pensiero, quelli con le

parole. Ma non vedi come non promettiamo

durata? Come da soli ci spingiamo fuori

dalla vita. Come logoriamo lo splendore

di questo tiepido luogo, infettando

tutto e intanto confliggiamo fra di noi.

Consideriamo il dolore degli altri

e delle altre specie.

E la disarmonia che quasi ovunque portiamo.

Forse imparare dall’humus l’umiltà. Non è

un inchino. È sentirsi terra sulla nobile terra

impastati di lei. Di lei devoti ardenti innamorati.


Dovremmo innamorarci, credo. Sì.

Di ciò che è vivo intorno. E in primo luogo

vederlo. Non esser concentrati

solo su noi. Il meglio nostro di specie

sta davanti, non nel passato. L’età

dell’oro è un ricordo che viene

dal futuro. Diventeremo cosa? È una

grande avventura, di spirito, di carne,

di pensiero, un’ascesa ci aspetta.

Eravamo pelo musi e code.

Diventeremo cosa?

Diremo io o noi? E quanto grande il noi

quanto popolato? Che delicata mano

ci vuole ora, e che passo leggero, e mente

acuta, pensiero spalancato al bene. Studiamo.

Impariamo dal fiore, dall’albero piantato,

da chi vola. Hanno una grazia che noi

dimentichiamo. Cura d’ogni cosa,

non solo dell’umano. Tutto ci tiene in vita.

Tutto fa di noi quello che siamo.


(Mariangela Gualtieri – “Adesso”)



domenica 11 luglio 2021

Regole per non ammalarsi, di Wislawa Szimborska

Rᴇɢᴏʟᴇ ᴘʀᴇᴠᴇɴᴛɪᴠᴇ ᴘᴇʀ ɴᴏɴ ᴀᴍᴍᴀʟᴀʀsɪ 


Mantenere le distanze 

dai pensieri tossici

dal senso di colpa 

e dalla vergogna.

Non mescolare i tuoi sogni

con chi non ne ha mai realizzato 

uno suo.

Igienizzare gli angoli del cuore

da chi hai lasciato andare.

Coprirsi gli occhi

davanti all’ipocrisia

e procedere.

Coprirsi la bocca 

davanti alle provocazioni

e procedere.

Coprirsi le orecchie

davanti alle critiche sterili

e procedere.

Far entrare aria 

e spalancare le vedute strette.

Scegliere 5 persone 

migliori di te in fatti e parole

e offrirgli un posto

a tavola e nel tuo cuore.

Evitare in ogni modo il contatto 

con i qualunquisti,

i perbenisti, 

i pressapochisti,

con quelli in cerca di una scusa,

con gli adagiati 

sul divano del lamento.

Farsi contagiare

solo dagli inquieti, dai poeti, 

dagli acrobati del possibile,

dagli smaniosi,

da chi non vede l’ora.

Se non ne conosci nessuno,

cercali.

Di gente che vuole vivere 

è pieno il mondo.


Manuela Toto


Dante Gabriele Rossetti, Salutation,
Toledo, Ohio



martedì 8 giugno 2021

#solobellenotizie 1

 Il grifone è tornato in Bulgaria. L'opera di reintroduzione è andata a buon fine.

https://www.focus.it/ambiente/animali/in-bulgaria-il-grifone-eurasiatico-e-tornato-a-volare


lunedì 1 febbraio 2021

La nostalgia del mare, poesia anglosassone

Desiderio e mistero


 I pensieri mi opprimono il cuore,

mi spingono ad esplorare le profondità,

il gioco delle onde aspre di sale,

e il desiderio sempre mi urge alla partenza...

ma non sa l'uomo felice e prospero

quali sofferenze atroci dovranno sopportare

gli uomini che si spingono più avanti

sulle vie del mistero...


Poesia anglosassone del V secolo dC








mercoledì 5 agosto 2020

#diariodelgiorno 38 Di tutto restano tre cose, di Fernando Pessoa

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,
la certezza che abbiamo bisogno di continuare,
la certezzache saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.

Fernando Pessoa



martedì 4 agosto 2020

#diariodelgiorno 37 Forget me not, di Ann Plato

Forget Me Not
When in the morning’s misty hour,
When the sun beams gently o’er each flower;
When thou dost cease to smile benign,
And think each heart responds with thine,
When seeking rest among divine,
                                    Forget me not.
When the last rays of twilight fall,
And thou art pacing yonder hall;
When mists are gathering on the hill,
Nor sound is heard save mountain rill,
When all around bids peace be still,
                                    Forget me not.
When the first star with brilliance bright,
Gleams lonely o’er the arch of night;
When the bright moon dispels the gloom,
And various are the stars that bloom,
And brighten as the sun at noon,
                                    Forget me not.
When solemn sighs the hollow wind,
And deepen’d thought enraps the mind;
If e’er thou doest in mournful tone,
E’er sigh because thou feel alone,
Or wrapt in melancholy prone,
                                    Forget me not. 
When bird does wait thy absence long,
Nor tend unto its morning song;
While thou art searching stoic page,
Or listening to an ancient sage,
Whose spirit curbs a mournful rage,
                                    Forget me not.
Then when in silence thou doest walk,
Nor being round with whom to talk;
When thou art on the mighty deep,
And do in quiet action sleep;
If we no more on earth do meet,
                                    Forget me not.
When brightness round thee long shall bloom,
And knelt remembering those in gloom;
And when in deep oblivion's shade,
This breathless, mouldering form is laid,
And thy terrestrial body staid,
                                     Forget me not.
“Should sorrow cloud thy coming years,
And bathe thy happiness in tears,
Remember, though we’re doom’d to part,
There lives one fond and faithful heart,
                        That will forget thee not.”

Ann Plato
1841

domenica 2 agosto 2020

#diariodelgiorno 36 Amore, di Alda Merini

L’amore è sofferenza,
pianto, gioia, sorriso.

L’amore è felicità,
tristezza e tormento.

Non si ama con il cuore,
si ama con l’anima
che si impregna di storia.

Non si ama se non si soffre
e non si ama
se non si ha paura di perdere.

Ma quando ami vivi,
forse male, forse bene, ma vivi.

Allora muori
quando smetti di amare,
scompari quando non sei più amato.

Se l’amore ti ferisce,
cura le tue cicatrici
e credici, sei vivo…
Perchè vivi per chi ami
e per chi ti ama.
Alda Merini


mercoledì 29 luglio 2020

#diariodelgiorno 35 Restare in silenzio, di Pablo Neruda

Restare in silenzio

Ora conteremo fino a dodici
e tutti resteremo fermi.
Una volta tanto sulla faccia della terra
non parliamo in nessuna lingua;
fermiamoci un istante,
e non gesticoliamo tanto.
Che strano momento sarebbe
senza trambusto, senza motori;
tutti ci troveremmo assieme
in un'improvvisa stravaganza.
Nel mare freddo il pescatore
non attenterebbe alle balene
e l’uomo che raccoglie il sale
non guarderebbe le sue mani offese.
Coloro che preparano nuove guerre,
guerre coi gas, guerre col fuoco,
vittorie senza sopravvissuti,
indosserebbero vesti pulite
per camminare coi loro fratelli
nell’ombra, senza far nulla.
Ciò che desidero non va confuso
con una totale inattività.
È della vita che si tratta…
Se non fossimo così votati
a tenere la nostra vita in moto
e per una volta tanto non facessimo nulla,
forse un immenso silenzio interromperebbe la tristezza
di non riuscire mai a capirci
e di minacciarci con la morte.
Forse la terra ci può insegnare,
come quando tutto d’inverno sembra morto
e dopo si dimostra vivo.
Ora conterò fino a dodici
e voi starete zitti e io andrò via.
Pablo Neruda


lunedì 20 luglio 2020

#diariodelgiorno 34 Voce di silenzio sottile, di Martin Buber

Elia
il profeta che udì la “voce di un silenzio sottile”

Volevi piombare dall'alto come vento impetuoso
e mostrarti potente come lo è la tempesta,
volevi soffiare l'esistenza negli esistenti
e benedire anime umane, tenendo in mano il flagello,
volevi ammonire cuori stremati nel tuo vorticare rovente
e incitare quelli impietriti a prendere fuoco.
Tu mi hai cercato nei tuoi sentieri impetuosi
ma non mi hai trovato.

Volevi salire fino al cielo come lingua di fiamma
e far piazza pulita di tutti
di quanti non sapevano resistere al tuo furore,
forte come il sole, volevi aggredire mondi
con quell'improvvisa energia
capace di accendere il tuo giovane nulla.
Tu mi hai cercato nei tuoi abissi di fiamma
ma non mi hai trovato.

Poi il mio messaggero raggiunse il tuo orecchio
e lo mise a contatto del mio cuore pacato:
allora imparasti a sentire come seme dopo seme
inizia ad agitarsi,
e ogni sorta di tremolio - la crescita delle cose! -
ti avvolse come ridda di cerchi,
il sangue che sbatteva sul sangue,
e il silenzio
fu la parola che ti vinse,
quel silenzio eterno, pieno, dolce e materno.
Allora ti sporgesti su te stesso
e mi trovasti nel tuo cuore.

Martin Buber, Poesie


lunedì 13 luglio 2020

#diariodelgiorno 33 La tua mano, di Julio Cortazar



Guarda, non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
Io ho bisogno di questa porta che aprivi
perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto
di zucchero verde, di tonda allegria.
Non mi presti la mano questa notte
di fine d’anno, di civette rauche?
Tu per ragioni tecniche non puoi. Allora
io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo così la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.
Julio Cortázar



domenica 12 luglio 2020

#diariodelgiorno 32 Lascia andare, di Claudia Ferrer Lillo

Se non porta anche allegria nella tua vita, lascia andare.
Se non illumina il tuo mondo o ti sostiene nel ricostruirlo, lascia andare.
Se rimane ma non cresce, lascia andare.
Se ti dona sicurezza ma ti evita lo sforzo di guardarti, lascia andare.
Se non riconosce i tuoi talenti, lascia andare.
Se parla ma non fa, lascia andare.
Se impone il suo IO, lascia andare.
Se sono più le cose che vi separano che quelle che vi uniscono, lascia andare.
Se semplicemente non aggiunge niente alla tua vita, lascia andare.
Lascia andare.
Il rilascio sarà meno doloroso di rimanere aggrappati a ciò che non è.

Claudia Ferrer Lillo


sabato 11 luglio 2020

#diariodelgiorno 31 E se non ti basta, di Stefano Benni


In questo periodo trovo tante poesie d'amore, sui social e in blog, e forse è perché ora abbiamo più desiderio d'amore, ci siamo resi conto di ciò che importa più di tutto e dell'unico sentimento che può riempire e dar senso alla vita, al di là delle mille attività con cui tendiamo a riempire le nostre giornate e che ci anestetizzano e drogano a tal punto che non sappiamo più riconoscere e carpire l'essenziale. Perciò, troviamo qualcuno cui voler bene e che ci contraccambi, qualcuno che si prenda cura di noi, ci tratti con tenerezza e riguardo, qualcuno con cui ridere e da cui essere stimolati e cui possiamo aprire i nostri segreti. 

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l’universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l’incanto
di un tuo solo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d’estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo
Stefano Benni

mercoledì 8 luglio 2020

#diariodelgiorno 29 Mi dichiaro colpevole, di Araceli Mariel Arreche

Mi dichiaro colpevole di fidarmi dell’altro
di sognare a voce alta
di cercare la poesia.
Mi dichiaro colpevole
di dire quello che sento
di scommettere sul sentire
di credere nel detto.
Mi dichiaro colpevole
di sentire che è possibile
piangere un’assenza
un incontro.
Mi dichiaro colpevole
di vivere un altro tempo
di fidarmi di un gesto
di insistere per la verità
Mi dichiaro colpevole
Si.
Mi dichiaro colpevole.
Non me ne pento
Araceli Mariel Arreche


lunedì 6 luglio 2020

#diariodelgiorno 27 Heart to heart, di Rita Dove

Heart to Heart

It’s neither red
nor sweet.
It doesn’t melt
or turn over,
break or harden,
so it can’t feel
pain,
yearning,
regret.
It doesn’t have 
a tip to spin on,
it isn’t even
shapely—
just a thick clutch
of muscle,
lopsided,
mute. Still,
I feel it inside
its cage sounding
a dull tattoo:
I want, I want—
but I can’t open it:
there’s no key.
I can’t wear it
on my sleeve,
or tell you from
the bottom of it
how I feel. Here,
it’s all yours, now—
but you’ll have
to take me,
too.

Rita Dove

domenica 5 luglio 2020

#diariodelgiorno 26 Tenerezza

La tenerezza è la materia di cui è intessuta la vita.



Essere teneri è essere potenti.
Rupi Kaur
Nessun incanto è pari alla tenerezza del cuore.
Jane Austen
Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana.
Vladimir Majakovskij
Le tre colonne in un rapporto sono l’amore, la sessualità e la tenerezza.
Silvano Agosti

“La tenerezza sta nella cucitura di anima e corpo. La tenerezza ferma il tempo, nasce da piccoli gesti, piccole attenzioni.”
Don Luigi Verdi


“La tenerezza è il mio sguardo stupito su ciò che mi dai,
 è il tuo sguardo ammirato su ciò che ti offro.
La tenerezza è anche la musica di una presenza
con il calore e le varie tonalità della propria voce.
La tenerezza è una parola o un silenzio che diviene offerta.
La tenerezza è un ascolto, un sorriso e talvolta un riso
 che spunta molto tempo dopo il ricordo.
La tenerezza non si manifesta molto a parole.
Essa si esprime soprattutto con i molteplici linguaggi del copro.
Si, la tenerezza può essere respiro. Osare respirare vicino all’altro, è già riceverlo.
La tenerezza è l’ascolto della differenza.”
Jaques Salomè



“Non abbiate paura della bontà e neanche della tenerezza.”
Papa Francesco



Son fatta di
sogni infranti
dettagli inosservati
amori irrisolti
Son fatta di
pianti senza ragione
persone nel cuore
atti impulsivi
Sento la mancanza di
luoghi che non ho conosciuto
esperienze che non ho vissuto
momenti che ho già dimenticato
Sono
amore e affetto costante,
distratta quanto basta
non mi fermo un istante
Già
ho avuto notti insonni
ho perso persone molto care
ho fatto cose non promesse
Molte volte
ho desistito senza tentare
ho pensato a volte di fuggire, per non affrontare
ho sorriso per trattenere il pianto
Sono dispiaciuta
per le cose non cambiate
le amicizie non coltivate
chi ho giudicato
ciò che ho detto
Ho nostalgia
delle persone che ho conosciuto
dei ricordi che ho dimenticato
ed altri che temo di dimenticare,
degli amici che ho perso
Ma continuo a vivere
e imparare.
Martha Medeiros

sabato 4 luglio 2020

#diariodelgiorno 25 Alda Merini

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.
Alda Merini




Esseri simbolici e relazionali

 ...un giorno, se avrai voglia, ti dirò quanto questa frase mi abbia ferito e a mio giudizio mostri un livello di aderenza al mero episodico...