mercoledì 3 giugno 2020

#parola mia L'attesa è una promessa da mantenere, di Camilla

Le mie parole importanti in questo periodo.
SCUOLA. Ho scelto come prima la parola “scuola”, perché è stata innegabilmente parte della quotidianità di studenti e insegnanti fino ad ora, attraverso il metodo della didattica a distanza, che è molto efficace per proseguire con il programma lasciato incompleto prima del lockdown. È quindi un po’ come andare lo stesso a scuola: si studia più autonomamente, attraverso le videochiamate si ritrova ancora il confronto con gli insegnanti… Eppure, questo tipo di didattica non è proprio come andare a scuola: la scuola è presenza, partecipazione, è uno scambio continuo e diretto tra alunni e insegnanti ma anche tra compagni di classe. Rimanendo a casa è un po’ andato perduto quel senso di essere presenti, di stare in classe e lavorare assieme. Questo elemento l’ho un po’ ritrovato nelle videochiamate con alcuni compagni di classe: si studia e si svolgono i compiti insieme, si scambiano opinioni sulle lezioni e si coopera per completare alcuni progetti. Sicuramente però ritrovarsi tutti assieme nello stesso luogo ha un altro effetto: basti pensare solo come l’ultimo giorno di scuola tutti gli studenti si riuniscano per festeggiare la fine di un anno di impegno, studio e fatiche collettivamente, anche se non ci si conosce…

MUSICA. Come seconda parola ho scelto “musica”, in quanto ho sempre dato alla musica grande valore. Adoro ascoltare musica, di tutti i generi: dal pop al rock, dall’hip hop al R&b, dal jazz al soul, da musica alternativa a quella classica… Proprio perché sono sempre stata appassionata di musica, all’età di 6 anni ho iniziato a prendere lezioni di flauto traverso, poi dopo 6 anni di percorso ho deciso di interrompere i miei studi, perché mi sono resa conto di non essere più appassionata come una volta allo strumento. Nonostante ciò, ho sempre visto suonare e ascoltare musica come una valvola di sfogo, un momento di libertà e leggerezza in cui posso semplicemente abbandonarmi alla musica e godermi ogni sfumatura, ogni nota. Per questo anche durante questa quarantena ho ascoltato tantissima musica, scoprendo artisti differenti e ascoltando le loro canzoni; inoltre ho anche avuto l’occasione di vedere quasi interamente la livestream di “One World: Together at Home”, evento curato dalla cantante Lady Gaga e che aveva come obiettivo quello di raccogliere denaro per il Fondo di risposta solidale per il Covid-19 dell’OMS. Si sono alternate esibizioni di cantanti molto celebri come Stevie Wonder, i Rolling Stones e Paul McCartney e cantanti più conosciuti dai teenager come Billie Eilish. Lascio il link di Andrea Bocelli, Celine Dion, Lady Gaga, Lang Lang e John Legend che hanno regalato un’esibizione inedita del brano “The Prayer”.


SPERANZA. Ho scelto “speranza” come terza parola, perché credo che sia quello che accomuna un po’ tutti noi. La speranza che tutto questo finisca, e di vedere i malati guarire, di osservare il numero di contagi diminuire… ma anche la speranza di rivedersi, riabbracciarsi e di ritornare alle nostre vite di prima. La speranza è ciò che ci dà forza, è il motore che ci spinge verso il futuro, è la luce che illumina il nostro cammino: chi non ha speranza, ha già perso in partenza. La mia speranza è quella di ritornare alla normalità più consapevoli della nostra caducità e della nostra fragilità, anche in termini ambientali. Spero, insomma, che questa quarantena ci abbia insegnato un’importante lezione: il rispetto verso gli altri esseri viventi e la natura che ci circonda.

ATTESA. “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, questa è una frase di Gotthold Ephraim Lessing e anche durante questo periodo di quarantena ho avuto la riprova di quanto sia vera. L’attesa può essere snervante, stancante e lunga, ma io l’ho sperimentata più come una promessa da mantenere, una sorta di garanzia che tutto sarebbe ritornato alla normalità, quindi l’ho vissuta con molta tranquillità. Quando finalmente ci è stata data la possibilità di uscire di nuovo, ho rivalutato come importante anche la più semplice passeggiata per le strade deserte di Pinarella, il più tranquillo giro in bici. È proprio vero che quando qualcosa ci viene tolto, non ne realizziamo il vero valore finché non ci viene restituito. Per questo ritengo che l’attesa sia stata un elemento importante di questa quarantena: ha permesso ad alcuni di occuparsi di tante cose diverse e scoprire nuove passioni nell’attesa di poter ritornare alla propria vita di prima. Se per alcuni questa attesa è stata un momento di ansia e incertezza, altri da un momento apparentemente negativo sono riusciti a far sbocciare un fiore.

Lo scrittore e filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing

Camilla 

26 maggio 2020



Fiore di mughetto
(Convallaria Majalis: fiore delle valli, di maggio).
Secondo alcuni sarebbe il mughetto il "giglio delle valli" di cui parla il Cantico dei Cantici, vedi 
https://www.avvenire.it/agora/pagine/le-10-piante-della-bibbia





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