martedì 2 giugno 2020

#parolamia Follemente innamorata di Howl, di E.


Buongiorno prof! 
Prima di tutto devo ringraziarla tantissimo, perché sono anni che mi riprometto di guardare i film dello Studio Ghibli, essendo appassionata di tutto ciò che riguarda il Giappone e in particolare dello stile di disegno giapponese (e ovviamente di manga e anime), ma puntualmente rimandavo, avendo molte altre cose da fare, o comunque dicendomi che l’avrei fatto in un secondo momento.
Il fatto che lei lo abbia proposto come “compito” ha fatto in modo che io non rimandassi più!
Ho guardato in queste settimane otto film (anche se ho intenzione di continuare e di vederli tutti):
La città incantata, Il mio vicino Totoro, Il castello errante di Howl, Principessa Mononoke, Kiki, consegne a domicilio, I sospiri del mio cuore, Laputa, il castello nel cielo e Arrietty.
Se Kiki, consegne a domicilio e Arrietty non mi hanno entusiasmato particolarmente (cioè ovviamente sono carini, ma non mi hanno colpito), il mio film preferito, quello che mi ha emozionato di più, è Il castello errante di Howl, subito seguito da La città incantata.

La storia della nonnina Sophie, del suo incontro con il mago Howl, mi ha fatto emozionare tantissimo, soprattutto perché mi sono rispecchiata molto in lei, nel modo di fare, per come si sente: è una ragazza comune, che non spicca né per bellezza né per intelligenza, umile, lavoratrice, razionale, serena e tranquilla, ma allo stesso tempo piuttosto infelice, non sentendosi abbastanza per il mondo che la circonda.
L’incontro con Howl le sconvolge la vita, e, oltre al crearsi una nuova vera famiglia (e andare ad abitare in un castello, a mio parere, meraviglioso, diverso da quello di una classica “principessa”), viene a contatto con la magia e con la guerra, con un mondo governato dal desiderio di potere, e pieno di pericoli.

Howl, infatti, essendo un mago molto potente, non può, e non riesce, a sottrarsi alla partecipazione alla guerra. Ho amato la scena in cui Howl chiede a Sophie di andare al suo posto dalla maga Suliman per riferirle  che lui non combatterà più: pur facendomi sorridere sul momento, per la drammaticità un po’ esagerata del mago, è in realtà un’ammissione della sua paura, che riprende la realtà storica della guerra, infatti non era raro che i soldati, pur di evitare di andare al fronte, si fingessero malati.
Altra scena drammatica è quando Howl lascia Sophie dicendole che lo fa per proteggerla, perché lei gli dà coraggio, o meglio, lui riesce a trovare il suo coraggio pur di proteggerla.
Come si sarà capito, ovviamente, un altro grande motivo per cui ho molto apprezzato questo film è la dolce storia d’amore fra i due protagonisti (sono follemente innamorata di Howl , è bellissimo), il mio spirito romantico lo ha fatto salire nella mia personale classifica di gradimento al primo posto.

A coronare la bellezza dell’opera, oltre a quella dei disegni e della trama, c’è la musica: perfettamente integrata nelle scene, che anzi non risulterebbero complete altrimenti, esprime i sentimenti, le emozioni, e in un certo senso mi ha fatto sentire completamente partecipe della storia, come se fossi immersa in un altro mondo, nel giardino incantato, sospesa nel cielo o in una ridente cittadina di mare.
(p.s. questo si applica a tutti i film, le musiche sono uno degli elementi più strabilianti delle opere di Miyazaki).

Ora sono curiosa di leggere il libro da cui è tratto, e quindi vedere se si somigliano….
Lei lo ha letto?
Comunque la ringrazio ancora per avermi fatto vedere questi capolavori!

E. 

15 maggio 2020










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