giovedì 4 giugno 2020

#parolamia Le sue cose più preziose sono dentro di lei, di Sofia


Il film che ho scelto è Il castello errante di Howl. Il perché della scelta è legato al fatto che mi interessava la riflessione sul potere; ad essere sincera non ho trovato esattamente quel tema, ma ne sono emersi altri che mi hanno interessato. 
Innanzitutto la comprensione della storia e delle tematiche non è stata immediata, ma proprio questo lavoro di "lettura tra le righe" è quello che apprezzo di più in un film ed è stato un elemento che ha sconfitto la lentezza degli accadimenti - a cui in questo periodo non sono molto abituata, per capirlo basti pensare che recentemente mi sto guardando tutto il filone degli Avengers. 
Nonostante questo, dopo essermi riletta la trama e averci ragionato un po', credo che l'aspetto più importante che Il castello errante di Howl voglia trasmettere sia l'andare oltre alle apparenze: Sophie è stata trasformata, Howl cela il suo aspetto mostruoso, la strega delle Lande si dà una parvenza più giovane, Calcifer non è un semplice fuoco, Markl cambia aspetto a seconda del mondo a cui si affaccia la porta, Suliman sembra benevola ma cela un cuore spietato, Rapa è un principe stregato, la madre di Sophie fa il doppio gioco e, per finire, Heen non è Howl trasformato, bensì il cane di Suliman. Queste parvenze vengono meno quando emergono i veri lati dei personaggi, in situazioni che potrebbero coincidere con i momenti di difficoltà o, piuttosto, con i momenti in cui si può dimostrare "di che pasta si è fatti". A me è sembrato che Sophie riacquisti il suo vero aspetto di giovane ragazza quando ha più fiducia in se stessa e lotta per i suoi ideali. La giovinezza è sentita anche come energia e determinazione: non a caso la strega delle Lande non è giovane interiormente. 
Per quanto riguarda Howl, condivido il fatto che ricevere amore da qualcuno significa lasciare che quella persona metta un po' di ordine nella propria vita. E' proprio quello che fa Sophie: esplorare i meandri della sua mente, che si riflettono nel suo spazio abitativo, anche quelli che lui cerca di nasconderle, e cambiarli, migliorarli. Il fatto che mente e stile di vita si riflettano nella nostra casa (o, per riportare un esempio reale, in quanto la nostra scrivania sia ordinata, o quanto il nostro armadio sia polveroso) si riconosce dal fatto che il ragazzo abbia lasciato la propria anima nel focolare, il fulcro dell'abitazione. 
Un'ultima cosa collegata alla relazione tra i due protagonisti è che, per come lo interpreto, la persona amata lascia sempre un segno o una caratterizzazione per cui può essere riconosciuta, in questo caso un oggetto materiale, l'anello. 
La frase che più mi ha colpita (e che penso sia il punto in cui l'autore dia una spiegazione alla vicenda) è stata quella di Howl che dice"Che cosa è successo? Sento il mio corpo come un sasso" e Sophie gli risponde: "Avere un'anima pesa"
Già, è difficile essere umani e compiere scelte il cui effetto sugli altri è a noi ignoto; come l'ordine finale di Suliman di cessare la guerra, per ricollegarmi allo sfondo del film. 
Infine, mi sono riconosciuta molto nel personaggio di Sophie: forse perché è quasi mia omonima, forse perché inizialmente non crede molto in se stessa per via del suo aspetto e le sue cose più preziose sono dentro di lei, oppure perché si trasforma in un'adorabile nonnina che impara a volgere le circostanze avverse in occasioni favorevoli, accetta di mettersi alla prova e non tira mai i remi in barca, e il guadagno non rientra nel suo interesse.
Detto ciò, spero di essere stata esauriente e di aver afferrato i messaggi del lungometraggio; le auguro una buona giornata!

Sofia

8 maggio 2020


Il castello errante di Howl: la spiegazione del film




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